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Progetto

“SVE JE SPORT! Bosnia Erzegovina: lo sport come strumento di rafforzamento del dialogo inter-etnico in un’area di criticità”, finanziato nell’ambito della Legge Regionale 19/1996 “Norme in materia di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo“, aveva come obiettivo principale quello di promuovere lo SPORT come strumento per rafforzare il dialogo inter-etnico e ridurre la tensione tra la comunità croata e quella bosgnacca - musulmana di Stolac.

Il progetto, che ha visto il coinvolgimento della Sardegna e della regione dell’Erzegovina nella parte meridionale della Bosnia Erzegovina, in cui la città di Stolac è localizzata, è nato grazie ad una esperienza operativa sul territorio.

Nel 2008, durante il corso di formazione Peacekeeping/Mediatori di Pace, organizzato dalla Regione Sardegna, nel quale la ONG IPSIA Sardegna aveva promosso e gestito alcuni moduli formativi del corso, alcuni partecipanti hanno svolto lo stage in Bosnia Erzegovina e hanno così avuto modo di conoscere la realtà del territorio ospitante e, soprattutto, hanno saputo cogliere le problematiche del territorio e hanno attivato rapporti di collaborazione con alcune associazioni di Stolac, Orhideja e Sportski Savez Opcine Stolac, e con la Municipalità di Stolac.
In un secondo momento i mediatori di pace dell'Associazione Genti de Mesu e i volontari della ONG IPSIA Sardegna hanno studiato le opportunità di finanziamento su cui poter realizzare alcune delle idee nate durante lo stage e, in seguito a incontri e attività di animazione socio -culturali, hanno coinvolto altri soggetti: la Società Eurocontact srl, il Comune di Elmas, il CONI di Cagliari, con i quali, dopo aver condiviso l’idea che, lo sport permettesse la creazione di uno spazio comune di dialogo e interazione, indipendente da ogni influenza religiosa, economica o politica, e che potesse essere il primo passo per la riconciliazione delle comunità di Stolac, si è deciso di predisporre il progetto e presentarlo alla Regione Autonoma della Sardegna.
L’approccio “bottom-up” (dal basso verso l’alto), da un lato, ha permesso al partenariato di programmare e realizzare numerose attività in risposta alle reali esigenze del territorio, e, dall’altro, ha garantito il forte coinvolgimento dei soggetti locali già operanti nel territorio per creare, dal basso, circuiti virtuosi di sviluppo.
 
Attività e Risultati raggiunti
Il Progetto, le cui attività principali sono state realizzate nella città di Stolac si è articolato nei seguenti momenti:
  • Organizzazione di incontri di animazione e sensibilizzare, rivolti ad enti pubblici e privati, sulle conseguenze della guerra in Bosnia Erzegovina e sulle condizioni attuali della città di Stolac;
  • Ristrutturazione della palestra di Stolac che si trova in un notevole stato di degrado fisico e sanitario dal periodo della guerra degli anni ’90 e che costituisce l’unico luogo di aggregazione giovanile per entrambe le due etnie serba e croata;
  • Organizzazione di attività di formazione e rafforzamento delle capacity building delle componenti dell’associazione Orhideja attraverso dei seminari sulle tecniche di rendicontazione dei progetti di cooperazione e sulle tecniche di progettazione, gestione e reperimento dei finanziamenti per la redazione di futuri progetti di cooperazione e promozione del territorio;
  • Organizzazione di attività rivolte ai giovani atleti bosniaci, che si incentrano sullo sport e sugli aspetti e le tematiche ad esso correlate in chiave socio- pedagogiche quali: l’amicizia, il confronto, la correttezza, l’autostima, il sapersi confrontare e stare in un gruppo e attività sull’uguaglianza di genere e i diritti delle donne, con una attenzione particolare all’abbattimento dei pregiudizi e degli stereotipi di genere;
  • Organizzazione di un Torneo internazionale inaugurativo della palestra, che ha visto la partecipazione di delle squadre sarde e squadre bosniache;
  • Attività di sensibilizzazione e diffusione dei risultati del progetto sia in Bosnia Erzegovina che in Sardegna, attraverso:
    • Convegni e seminari di presentazione del progetto, delle attività e dei risultati raggiunti;
    • Incontri istituzionali per sensibilizzare enti pubblici e privati sulle conseguenze della guerra in Bosnia Erzegovina;
    • Video-documentario trilingue (italiano, inglese e bosniaco) che testimonia le varie fasi del progetto;
    • Sito internet trilingue (italiano, inglese, bosniaco) che fornisce agli utenti italiani, bosniaci e stranieri informazioni relative al progetto attraverso informazioni, news e la galleria fotografica.
Ringraziamenti
Hanno partecipato e collaborato al progetto l'Ambasciata Norvegese, la Provincia di Cagliari e Intesa Sanpaolo Banka BiH.
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